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XIV – LA GUERRA Sempre
a proposito di documenti falsi una sera io sto al solito Bar Centrale luogo di
osservazione privilegiato per tutti gli omicidi che avvengono in paese me ne sto
lì a lavorare quando entra un ragazzo che fa il vigile che si chiama Antonio
Diana tutti nel paese si chiamano Diana anche se non sono tutti parenti entra
nel bar dove a destra c’è il bancone e sulla sinistra c’è il computer per
fare le schedine del totocalcio questo vigile Diana sta lì una mezz’ora a
chiacchierare col padrone fa la schedina poi esce dal bar e si avvia verso il
Comune è tardo pomeriggio è quasi buio e una macchina gli si affianca gli
chiede l’ora lui fa per guardare l’orologio e a pallettoni gli sparano in
faccia lo rendono irriconoscibile intanto lì sentiti gli spari visto il casino
tutti se la danno a gambe io vado a chiudermi nel bagno e c’è un ragazzino
che passa tutti i pomeriggi al bar a giocare coi videogiochi che si nasconde
nello sgabuzzino che sta sotto le scale dove vengono conservate bottiglie e cose
del genere e ne uscirà soltanto due ore dopo noi cercavamo di farlo uscire lui
si rifiutava aveva paura finchè non è arrivato il fratello più grande che gli
ha detto ci sono qui io puoi uscire è tutto passato comunque
quando viene ammazzato questo vigile Diana nessuno riesce a spiegarsi il motivo
alcune voci sostengono che si tratta di un avvertimento per tutti quelli che
danno fastidio dato che lui era un ragazzo sotto la trentina belloccio e si dice
che se la intendeva con una donna sposata e che forse il marito
aveva voluto fare capire che non ci si comporta così stranamente però
un po’ di tempo dopo arriva la notizia che su un aereo diretto in Spagna che
è precipitato e che qualcuno
mormora sia stato fatto saltare con una bomba sembra che tra le vittime c'era un
viaggiatore il cui corpo non è stato riconosciuto che aveva addosso un
documento intestato a questo vigile Diana un documento falsificato dunque e la
spiegazione sarebbe allora che l’hanno ammazzato per farlo tacere
per impedire che potesse dare spiegazioni su quel documento falsificato
intestato a suo nome intanto
in paese c’è una strana atmosfera i vari componenti della famiglia Bardellino
non escono più di casa si sono barricati nei loro bunker sorvegliatissimi ai
quali nessuno osa avvicinarsi c’è come un clima di tregua e una notte qualche
settimana dopo si assiste allo spettacolo di una carovana di macchine con cui
Ernesto e i suoi fratelli con le loro famiglie al completo abbandonati da tutti
lasciano per sempre le loro case e il paese e si trasferiscono a Formia in
quello che è un loro feudo volendo significare con questo gesto che si ritirano
per sempre dall’organizzazione lasciano tutto per essere in cambio lasciati in
pace a godersi comunque le ricchezze che si erano messi da parte senza essere più
molestati mentre intanto uno dopo l’altro i boss dei diversi paesi della zona
accettano l’accaduto e si schierano col vincitore Mario Iovine con
l’uccisione di Antonio Bardellino e la fuga dal paese di tutti i componenti
della sua famiglia automaticamente Mario Iovine si ritrova al vertice
dell’organizzazione ma il suo predominio così a lungo tempo atteso non durerà
molto ci troviamo infatti soltanto all’inizio di una lunga guerra di
successione di una lotta interna tra i clan che si farà sempre più sanguinosa
infatti in quel periodo tra affiliati dei clan simpatizzanti o anche solo
parenti le vittime si contano a decine uccisi per strada nei locali pubblici
nelle case nei luoghi di lavoro dovunque capita e anche alcuni clan che
inizialmente hanno accettato l’eliminazione di Antonio Bardellino e si sono
schierati con Mario Iovine e Sandokan per conservare le loro zone d’influenza
in realtà attendono solo il momento propizio per soppiantare il nuovo vertice
del potere è il caso del clan dei De Falco il cui capo Enzo detto il Fuggiasco
si scontra subito con Sandokan il motivo è che i De Falco hanno sostenuto
l’elezione di un loro uomo a sindaco di Casale di Principe feudo tradizionale
del clan di Sandokan e questo con l’aiuto dell’avvocato Aldo Scalzone mente
imprenditoriale del clan e intermediario dei rapporti con i politici e le
istituzioni in
questo periodo inoltre l’organizzazione che nella sua fase di massima
espansione aveva intrattenuto ottimi rapporti col mondo politico si era anzi
saldamente legata a esso invece adesso col crollo della cosiddetta prima
repubblica a seguito di tangentopoli e la scomparsa dei partiti a cui
l’organizzazione faceva tradizionalmente riferimento cioè la democrazia
cristiana e il partito socialista si trova di fronte a gravi difficoltà subisce
gravi danni va in crisi il suo sistema di potere basato sullo scambio elettorale
sul controllo delle amministrazioni locali e sul sistema degli appalti e così
l’organizzazione è costretta a difendersi a reagire contro una campagna della
stampa ostile molto violenta e poi in occasione delle elezioni che vedono
contrapposti centrosinistra e centrodestra l’organizzazione decide di
appoggiare il centrodestra dato che il centrosinistra lo vede come un nemico da
distruggere perchè collabora con le forze dell’ordine e ha proposto in
parlamento di mandare l’esercito nelle nostre zone per sconfiggere la
criminalità organizzata quindi decide di appoggiare il centrodestra la
campagna elettorale è arroventata vengono bruciati molti portoni dei candidati
delle liste di sinistra dato che per l'organizzazione non è ammesso che nei
municipi del suo territorio possa sedere qualcuno che è nemico devono essere
tutte persone d’accordo con loro nessuno deve poter dare il minimo fastidio e
quando poi accade per esempio che le elezioni comunali di Casale sono vinte da
una lista di centrosinistra e diventa quindi sindaco un suo esponente non
potendo ucciderlo perchè oramai la zona è sotto stretto controllo c’è uno
osservatorio permanente sulla criminalità ci si limita a scaricare davanti al
portone del nuovo sindaco una bella montagna di merda di bufala ma in poco tempo
tre consiglieri comunali della maggioranza di cui due assessori vengono corrotti
e nella votazione per approvare il bilancio votano contro facendo così cadere
la giunta e indire nuove elezioni ma
le nuove elezioni comunali di Casale non verranno mai fatte perchè si decide
che il comune essendo sotto l’influenza manifesta del clan non può essere
gestito da un consiglio comunale normalmente eletto per cui si affida
l’incarico di governarlo a un commissario prefettizio e la stessa storia si
ripete in un altro comune vicino
pure controllato dai clan c’è lo scioglimento del consiglio comunale arrivano
i commissari prefettizi che preparano nuove elezioni che hanno luogo
ma dopo due o tre mesi il sindaco che sta su una sedia a rotelle perchè
gli hanno sparato alla schiena paralizzandogli le gambe decide di sciogliere il
consiglio comunale per dissidi all’interno della maggioranza e così sono più
di sette anni che non c’è un consiglio comunale e non si riesce a formare una
sola lista che abbia il coraggio di presentarsi alle elezioni e in quegli anni
oltre a quello del mio paese vengono sciolti dal prefetto perchè infiltrati dai
clan dodici altri consigli comunali della provincia Casale di Principe
Casapesenna Mondragone Recale Cesa Grazzanise Villa di Briano Santa Maria La
Fossa Lusciano Carinaro Frignano Teverola si
preferisce questa situazione anche perchè il commissario prefettizio permette
di evitare alcuni problemi amministrativi c’è per esempio l’obbligo dei
consigli comunali di emanare un piano regolatore dell’edilizia ma ci si rende
conto che questo comporterebbe l’abbattimento o comunque la messa fuori legge
di un gran numero di case costruite abusivamente perchè i clan hanno a
costruito case ovunque e risulta che in tutta la zona ci sono enormemente più
case di quante ce ne dovrebbero essere rispetto al numero degli abitanti per
esempio mentre era sindaco Ernesto Bardellino aveva costruito un gran numero di
case alla periferia del paese nella coseddetta zona infetta e aveva anche
trasferito lì gli uffici del Comune in un edificio di sua proprietà così il
Comune pagava l’affitto al sindaco così come la sede dei carabinieri di
Casale è in un edificio di proprietà del clan locale tornando
alla guerra tra i clan dopo un primo tentativo di eliminare Enzo De Falco detto
il Fuggiasco in un agguato andato a vuoto Sandokan lo invita a un incontro in
cui avrebbe dovuto trovare la morte ma invece del boss arrivano i carabinieri
che arrestano Sandokan che viene poi rapidamente rilasciato ma a questo punto
nonostante i tentativi del Fuggiasco di scagionarsi del tradimento la sua sorte
è segnata e qualche settimana dopo viene trovato ucciso crivellato di colpi
intanto Mario Iovine viaggia molto all’estero per seguire il traffico di
cocaina sotto la copertura di un commercio di farina di pesce tra l’America
latina e l’Europa e mentre si trova in Portogallo dove si è recato da solo
dato che un killer sanguinario come lui non sente il bisogno di farsi proteggere
da una scorta così il giorno che lo ammazzano lui esce tranquillamente a piedi
dalla sua residenza a Cascais per andare a telefonare da una cabina pubblica e
mentre sta facendo il numero una macchina rallenta di fianco alla cabina e lo
crivella con una sventagliata di mitra poi una seconda macchina si ferma un uomo
ne scende e con una pistola gli spara alla testa per dargli il colpo di grazia l’omicidio
di Mario Iovine appare chiaramente come la risposta del clan dei De Falco
all’uccisione di Enzo il Fuggiasco
e così Sandokan si lancia alla caccia dei fratelli De Falco superstiti che si
trincerano nei bunker delle loro case blindate dalle quali appena sporgono il
naso ricevono piogge di pallettoni ma alla fine anche Giuseppe De Falco viene
ucciso e poco dopo viene ucciso anche il consigliore l’avvocato Aldo Scalzone
così il clan De Falco è definitivamente sconfitto il fratello superstite
Nunzio abbandona la lotta e si ritira in Spagna accontentandosi di curare gli
ingenti interessi accumulati a Malaga Siviglia Barcellona e sulla Costa del Sol
ristoranti pizzerie alberghi e night e poi alla fine anche a Antonio Salzillo
non resta che abbandonare la partita probabilmente riesce a procurarsi i
documenti falsi e raggiungere la Germania dove ha molti affari quanto
a Sandokan pur essendo stato l’artefice della sconfitta della famiglia
De Falco che minacciava la supremazia di Mario Iovine nell'organizzazione
qualcuno dice a bassa voce che anche l’omicidio di Mario Iovine a Cascais
sarebbe stata opera sua che l’avrebbe fatto eseguire da suoi killer per poi
attribuirlo ai De Falco come logica risposta per l'uccisione di Enzo il
Fuggiasco eliminando così in una volta sola tutti gli ostacoli che si
frapponevano alla sua conquista del vertice dell’organizzazione e questo
usando il metodo già sperimentato con Antonio Bardellino cioè fare in modo che
i boss che gli sono superiori si eliminino tra di loro a vicenda Sandokan
infatti non poteva restare eternamente il delfino doveva finalmente arrivare
anche il suo turno di comandare e per questo aveva saputo approfittare con
grande astuzia e determinazione del momento favorevole l’unico
tra i boss che avevano fatto parte della banda iniziale che è rimasto in gioco
è Luigi Venosa detto il Cocchiere che si ritiene il vero legittimo erede di
Antonio Bardellino per cui Sandokan scatena contro di lui una serie di attentati
in uno viene salvato dal fuoco del commando dal suo giubbotto antiproiettile e
dal suo kalashnikov un’altra volta dalla sua macchina blindata il Cocchiere è
inafferrabile si traveste da donna da immigrato da imbianchino gira impunemente
per i paesi in bicicletta a piedi o in motorino sotto gli occhi delle ronde che
lo cercano ovunque e di notte si infila in case di gente amica per cercare
ospitalità perchè sa che anche se la sua è una casa blindata superprotetta
possono trovare il modo di ammazzarlo ugualmente per cui si infila in case
insospettabili si presenta per cena senza preavviso e poi resta lì a dormire
tranquillamente fino a ripartire il mattino dopo con un nuovo travestimento la guerra comunque va avanti chi può scappa chi non può resta a combattere i killer di Sandokan cercano in tutti i modi di ammmazzare il Cocchiere cercano di ammazzarlo in un agguato che gli tendono io quel giorno ero andato con un amico vicino a Salerno a Agropoli questo amico mio corre in moto c’era una gara e io lo accompagnavo perché allora ero molto appassionato alle gare in moto e al ritorno nel paese c’era un casino perchè nel pomeriggio c’era stata la notizia che sarebbe passato il Cocchiere con la sua Croma blu guidata dal nipote però i suoi avversari non sapevano che la Croma era blindata lo aspettano in pieno corso Umberto davanti alla chiesa lo aspettano due killer due ragazzi è curioso tutti e due grassissimi uno lo chiamano Ciuciù peserà centocinquanta chili è enorme e l’altro si chiama Uldrigo detto O’nimale anche lui grosso e grassissimo i
due si mettono ai due angoli e aspettano che passi la Croma del Cocchiere e
appena la vedono arrivare cominciano a sparare sparano all’impazzata un
grandinare di colpi solo che i proiettili rimbalzano contro la carrozzeria
blindata nel frattempo sta passando un ragazzo che si chiama Angelo ha ventun
anni testimone di Geova e sta andando a casa della sua ragazza alcuni dei
proiettili che rimbalzando sulla macchina del Cocchiere colpiscono questo
ragazzo nella sua Fiat Uno e lo ammazzano sul colpo un ragazzo che non c’entra
un cazzo e che muore così assurdamente come se nulla fosse la guerra è
violentissima è sanguinosa anche nei giornali si dà sempre più spazio ai
fatti di qua e finalmente dopo fatti come questi la gente che in un primo tempo
aveva visto il clan con sospetto poi con avversione ma
poi lo aveva accettato perchè c’era da da guadagnarci sopra invece
adesso comincia a chiedersi perchè succede tutto questo e si sente sempre di più
nei cortili delle case la gente che
si lamenta anche se sempre a bassa voce
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